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mercoledì 25 gennaio 2012

Il tenero

Stasera la falce di luna, appena accennata, mi ha ricordato un luminoso sorriso. 
Adesso è buio e il cielo mi sembra un sipario nero, pieno di fori che lasciano filtrare la luce intensa di chissà quale festa.
Sarà perché oggi pomeriggio ho ascoltato quindici volte Baciami ancora.




giovedì 15 dicembre 2011

Sensibile

In due post precedenti racconto del viaggio della memoria fatto nel mio quartiere natio (qui e qui). E ho scritto del negozio di frutta e verdura trasformato in farmacia. 
'Sto fatto mi ha colpito: l'ho letto come un segno dei tempi. Voglio dire, le malattie sono sempre quelle, bene o male, e gli acciacchi esistevano anche tempo fa. Non è che, tutto d’un botto, soffriamo più di prima.

giovedì 3 novembre 2011

Passano gli anni passano

Quando frequentavo l'ultimo anno di liceo scientifico, avevo l’abitudine di fermarmi al bar per bere un grappino, prima di andare a scuola.
Era un rito invernale, che utilizzavamo, io con altri amici, come difesa dal freddo polare di quell’anno. Funzionava egregiamente: arrivavamo in classe belli caldi e contenti.
Adesso posso azzardare solo un bicchierino di Vov, sperando che non mi peggiori la gastrite.
Non che il Vov non mi piaccia, anzi: è buonissimo e l’ho sempre gradito. Sono piuttosto le scelte dettate dall’età che mi infastidiscono. 

No; a dire il vero è l’età in sè che mi disturba.

Massì, dai! Domani la pioggia toglierà questo velo di malinconia e tornerà il buonumore. Forse.

martedì 1 novembre 2011

L'illuso

Ieri ho guardato alla televisione un episodio della serie JAG.
Uno dei personaggi del telefilm è un militare che, nella puntata in questione, si trova ricoverato in una stanza d'ospedale.

Il soldato sta dormendo; improvvisamente si sveglia, gli viene voglia di alzarsi e scendere dal letto ma, dimenticandosi che gli hanno amputato una gamba, sbaglia la manovra e cade rovinosamente a terra.
La moglie, premurosa, lo aiuta a rialzarsi e a risistemarsi a letto.
Parte un colloquio serrato  - e molto umido: piangono entrambi - sul fatto che non hanno mai affrontato il discorso sull’arto mancante.

A un certo punto la consorte, militare pure lei, prende dal comodino una medaglia al valore (immagino consegnata al soldato dopo l’offerta della gamba alla Patria) e decide di appuntargliela sul pigiamone.
L’eroe si rende conto che non è onorevole ricevere la medaglia stando coricati: con mille sforzi, scende dal letto e si mette sull’attenti.
In un crescendo di sguardi intensi, lacrime, emozioni e traballamenti, la moglie lo guarda negli occhi - orgogliosa di avere un simile marito - e gli mette la medaglia, con un sottofondo musicale epico-eroico.
E' stata una scena talmente commovente e coinvolgente che ho pensato: "Adesso gli ricresce la gamba".

venerdì 28 ottobre 2011

Il maturo


Si sta
come d'autunno
con l'artrosi
nelle anche.

mercoledì 26 ottobre 2011

sabato 22 ottobre 2011

Il pacifico

Io sono per la pace.
Ritengo che la concordia, la serena convivenza siano alla base di ogni società civile.
Ci credo fermamente; lo dico, lo ripeto ogni giorno  in ufficio, in casa, per strada: "Vogliamoci bene, rispettiamoci. Siamo tutti esseri umani, con pari dignità e diritti!"
Possibile che non lo comprendano?  Dobbiamo amarci e rispettarci, altrimenti siamo come bestie!
Cosa devo fare per convincerli? 
Devo rompere le loro testacce dure? 
Devo insegnare la pace a randellate?